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Marilyn Manson infiamma la Fiera del Levante di Bari nella sua unica tappa al Sud Italia

Marilyn Manson infiamma la Fiera del Levante di Bari nella sua unica tappa al Sud Italia
Foto di Vieri Fiume

Bari, 13 luglio 2026

Ieri sera presso l'arena allestita all'interno della Fiera del Levante non sembrava nemmeno di essere a Bari. Man mano che il sole scendeva, il clima estivo ha lasciato spazio a un'atmosfera oscura: magliette storiche di vecchi tour, abiti rigorosamente neri e una quantità impressionante di generazioni diverse mescolate sotto il palco (qualcuno in braccio, qualcuno ancora nel pancione). Complice una serata piacevole che dava tregua alla tipica afa estiva, l'atmosfera era rilassata ma carica di aspettative. C’era chi Manson lo idolatrava alle superiori negli anni Novanta e chi, nel 2000, non era ancora nato.

Dopo l'apertura cupa e ipnotica dei VOWWS, gruppo darkwave che ha fatto da perfetto antipasto, si spengono le luci e dopo qualche canzone di intermezzo, ne spicca una in particolare, Bela Lugosi's Dead dei Bauhaus (ironico, vista la sorpresa nel finale ndr.), poi silenzio, e lì si capisce che sta per iniziare il concerto più attesa negli ultimi tempi, non una semplice operazione nostalgia.

Manson sale sul palco e attacca con Nod If You Understand, un pezzo dell'ultimo album uscito Assassination Under God - Chapter 1. Niente entrate trionfali o barocche: si presenta in piena forma, anni luce rispetto alla sua apparizione nella serie The New Pope, quasi spettrale, avvolto nel fumo. Ha lo sguardo di chi sa di dover riconquistare un pezzo di strada, e infatti non perde tempo.

Il primo vero boato arriva subito dopo. Con Disposable Teens e Angel With the Scabbed Wings la Fiera letteralmente esplode. La band picchia duro, il suono è sporco il giusto e la voce di Manson graffia ancora come devenonostante i suoi bruschi trascorsi. Sotto il palco si salta e si canta a squarciagola. C'è un'energia strana nell'aria, una strana forma di liberazione e di unità: per molti cantare quelle parole significa risvegliare quella parte di sé adolescente, arrabbiata e un po' fuori posto, a prescindere dalla età effettiva.

La scaletta è un'altalena continua di emozioni. Si passa dal gelo magnetico di Great Big White World – con quelle luci bianche e fredde che tagliavano il buio di Bari – al ritmo martellante di This Is the New Shit.

Manson fa dialogare bene il passato e il presente: una gemma sporca come Dried Up, Tied and Dead to the World convive benissimo con la nuova Exit Wound, primo singolo de Assassination Under God - Chapter 2 in uscita il prossimo 14 agosto, dimostrando che c'è ancora della linfa vitale in quello che fa, e non solo voglia di timbrare il cartellino dei grandi successi.

Ma il vero momento da pelle d'oca arriva con The Nobodies. Le voci del pubblico coprono quasi l'impianto audio della Fiera. È una canzone solenne, dolorosa, dedicata a chi è sempre rimasto ai margini. Cantata tutti insieme sotto il cielo pugliese, fa un effetto incredibile.

Da lì in poi è una discesa senza freni. Viene proposto l'interludio composto da Diary of a Dope Fiend e I Don't Like the Drugs (But the Drugs Like Me), da cui lo stesso Manson prende le distanze, dicendo che il pubblico è la sua droga e che lui non sarà da meno, una dichiarazione forte, che fa riflettere sul percorso di riabilitazione che ha affrontato il cantante negli ultimi anni, completamente ripulito. Poi The Dope Show trasforma lo spazio aperto in un club decadente, con quel giro di basso sexy e ossessivo che fa muovere tutti. Poi l'immancabile cover di Sweet Dreams (Are Made of This) – ormai un rito pagano a tutti gli effetti – seguita dal delirio collettivo di mOBSCENE e dal muro di suono di The Beautiful People, che chiude il set principale lasciando le orecchie che fischiano e i corpi sudati.

Per l'encore, Manson si cambia di abito, rallenta i battiti ma aumenta la tensione emotiva. Prima la rituale Tourniquet, poi la versione distorta di Personal Jesus e infine la sorpresa: If I Was Your Vampire, tratta dall'album Eat Me, Drink Me (ndr, dategli una possibilità). Una chiusura lenta, notturna, quasi funerea. Una scelta coraggiosa che spegne i riflettori non sull'aggressività, ma sulla malinconia profonda che sta dietro a tutto il suo immaginario.

Alla fine, quando le luci si riaccendono e si comincia a camminare verso l'uscita in mezzo ai bicchieri di plastica schiacciati, ti rendi conto che non hai assistito solo a un concerto rock. Manson è un sopravvissuto – alla sua stessa vita, agli scandali, al tempo – e il suo pubblico lo sa.

Per una notte, Bari ha dato rifugio a tutti quelli che si sentono e si sono sentiti un po' "mostri" o fuori posto. E la sensazione, tornando a casa, è che sia stato bellissimo non essere soli.

La scaletta della serata

Setlist di Marilyn Manson a Bari

  1. Nod If You Understand
  2. Disposable Teens
  3. Angel With the Scabbed Wings
  4. Great Big White World
  5. This Is the New Shit
  6. Dried Up, Tied and Dead to the World
  7. Exit Wound
  8. The Nobodies
  9. Interludio con Diary of a Dope Fiend e I Don't Like the Drugs (But the Drugs Like Me)
  10. The Dope Show
  11. Sweet Dreams (Are Made of This)
  12. mOBSCENE
  13. The Beautiful People

Encore

  1. Tourniquet
  2. Personal Jesus
  3. If I Was Your Vampire

14/07/2026 00:00
Alessandro

(letto 324 volte)


 

 

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