Dal 28 marzo al 6 aprile 2026, NARNIMMAGINARIA inaugura una nuova fase della propria ricerca curatoriale trasformandosi in
NARNIMMAGINARIA – STILL MOVING, prima edizione del
Festival Internazionale interamente dedicato alla fotografia stenopeica e alle pratiche artistiche “slow”. La manifestazione è promossa da SATOR APS e patrocinata dal Comune di Narni e da Beata Lucia Aps.
Dopo aver esplorato nelle precedenti edizioni il tema dei “paesaggi umani”, il Festival sceglie ora di interrogare la lentezza come postura estetica e come strumento critico, proponendo un articolato percorso espositivo e performativo che mette in dialogo fotografia stenopeica, embroidery art, paesaggio urbano, memoria e comunità.
Articolato su due weekend consecutivi, il Festival trasformerà il
centro storico di Narni e il territorio circostante in un laboratorio diffuso dedicato alla
fotografia stenopeica e alle tecniche lente proponendosi come piattaforma di confronto internazionale su pratiche che sottraggono l’immagine alla logica dell’immediatezza e della riproducibilità accelerata.
LE MOSTRE
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STILL MOVING – SEZIONE INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA STENOPEICA
La sezione internazionale di STILL MOVING, allestita negli spazi del
Complesso Monumentale di San Domenico e del Complesso ex Brefotrofio Beata Lucia, riunisce autori provenienti da diversi Paesi accomunati dall’interesse per la sperimentazione della fotografia stenopeica.
Come la fotografa lituana
Inga Dinga (Vilnius, 1979), artista contemporanea che espone regolarmente in Lituania e all’estero. Ha esordito nella sua prima mostra ufficiale, Alteration, a Roma nel 2018, mentre tra le più recenti numerose partecipazioni vi sono il Lithuanian Press Photography 2025 a Vilnius e, dedicato alla fotografia stenopeica, il Pavlovka Pinhole Photography Festival di Aberdeen. E
Diana Pankova, laureata all’Università Statale Bielorussa di Minsk, affianca alla pratica artistica la ricerca filosofica. Nella sua indagine visiva sperimenta con diverse fotocamere e tecniche - in particolare con dispositivi stenopeici - esplorando le relazioni tra tempo, spazio e forma. Ha partecipato a mostre internazionali e conduce workshop dedicati alla fotografia stenopeica, mentre la sua ricerca accademica si concentra sull’esperienza sensoriale e multisensoriale dell’arte interattiva e immersiva.
Jorma Onkinen è, infine, un fotografo finlandese che ha scoperto quasi per caso la fotografia stenopeica, sviluppando da allora una pratica fortemente sperimentale. Costruisce personalmente le proprie macchine fotografiche a partire da oggetti quotidiani - una vecchia tanica d’olio o una scatola di caffè - e lavora spesso con la doppia esposizione, non per documentare la realtà ma per generare nuove visioni dei luoghi che abitiamo.
Accanto agli autori internazionali, la mostra presenta un ampio nucleo di fotografi italiani impegnati nella ricerca stenopeica.
Massimo Marchini, nel suo laboratorio di San Lorenzo in Campo, pratica e insegna antiche tecniche fotografiche dell’Ottocento - dalla carta salata all’albumina, dal Van Dyke alla cianotipia fino al collodio umido - costruendo inoltre fotocamere stenopeiche e minutere. Promuove una pratica di slow photography, che diffonde anche con laboratori e attività didattiche nelle scuole.
Vincenzo Marzocchini (Ancona, 1948), laureato in Pedagogia all’Università di Urbino, si dedica alla fotografia dalla fine degli anni Settanta, affiancando alla pratica artistica l’insegnamento e la promozione dell’educazione all’immagine. Dopo ricerche sul territorio e sperimentazioni in camera oscura, ha orientato i propri studi verso l’analisi storica e critica dei rapporti tra fotografia e letteratura, contribuendo nel 2007 alla nascita del Museo Storico Fotografico di Montelupone. In mostra insieme a
Massimo Stefanutti (Venezia 1957), avvocato specializzato in diritto della fotografia e attivo da decenni nella ricerca stenopeica. Stefanutti fa parte del coordinamento dell’Osservatorio Italiano per la Fotografia Stenopeica presso il MUSINF di Senigallia. Il fotografo professionista e scrittore
Marco Scataglini, autore di numerosi saggi dedicati alla fotografia e ai territori e di oltre duecento reportage pubblicati su riviste di viaggio, presenta qui il progetto
Quel che resta, un ciclo di opere che nasce dalla natura stessa della fotografia stenopeica, in cui la luce si deposita lentamente sulla pellicola mentre il mondo continua a trasformarsi. Il lavoro riflette sulla fragilità dei paesaggi e delle architetture, ricordando come ogni costruzione umana, dai castelli medievali alle città contemporanee, sia destinata nel tempo a trasformarsi in rovina.
Francesco Capponi (Perugia, 1976), formatosi in Scultura all’Accademia di Belle Arti, sviluppa una ricerca che attraversa linguaggi diversi con particolare attenzione alla fotografia analogica e stenopeica. Spesso integra la fotocamera nell’opera stessa, trasformando oggetti in dispositivi fotografici e indagando le relazioni tra luce, percezione e mezzo. In mostra presenta
Teoria degli insiemi, una serie di ritratti di gruppi umani realizzati con una macchina stenopeica autocostruita dotata di 63 fori: un dispositivo che restituisce immagini in cui i volti si sovrappongono e si intrecciano, rivelando l’identità collettiva che nasce dalla relazione tra le persone. Alla mostra partecipano inoltre
Gianfranco Lunardo, che dagli anni Settanta documenta attraverso la fotografia etnografica mestieri in via di estinzione, feste popolari e vita monastica, affiancando dal 2008 ricerche personali con Polaroid e fotografia stenopeica; e
Raffaele Alecci (Roma, 1962), autore impegnato nella sperimentazione con tecniche fotografiche antiche e supporti non convenzionali come carta, vetro e tessuto. Alecci presenterà, accanto alle proprie opere, la
Tenda di Keplero, una camera oscura mobile ispirata agli studi di Giovanni Keplero. Infine il fotografo
Paolo Roscini che realizzerà ritratti utilizzando una minutera ambulante, riproponendo il processo analogico positivo-negativo su carta e riattivando la storica pratica della fotografia itinerante di piazza.
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UN TEMPO ALTRO – ESTETICA DELLA LENTEZZA: RICAMO E FOTOGRAFIA STENOPEICA COME ATTO DI RESISTENZA POETICA
Tra i nuclei centrali del festival, la mostra internazionale UN TEMPO ALTRO – ESTETICA DELLA LENTEZZA, a cura di Barbara Pavan, allestita presso il Complesso Monumentale di San Domenico, propone un dialogo inedito tra
fotografia stenopeica e ricamo contemporaneo, attraverso opere nate da collaborazioni paritarie tra fotografi/e e artisti/e dell’embroidery art attivi/e sulla scena nazionale ed internazionale.
Il progetto sviluppa una riflessione sul valore della lentezza come pratica estetica e gesto culturale di resistenza nell’epoca dell’accelerazione digitale. In un contesto dominato dalla produzione e dal consumo istantaneo delle immagini, la mostra riporta al centro tecniche fondate su tempo, attenzione e processo. La fotografia stenopeica, con le sue esposizioni prolungate e l’essenzialità del dispositivo, restituisce allo sguardo una dimensione di attesa e scoperta. Il ricamo - storicamente confinato all’ambito domestico - viene qui assunto come linguaggio artistico autonomo e strumento concettuale capace di intervenire criticamente sull’immagine fotografica. In ciascuna opera il filo non svolge funzione decorativa, ma agisce come estensione visiva e concettuale dello scatto, introducendo una ulteriore stratificazione temporale, evidenziandone memorie, tensioni e zone di latenza.
Artisti e artiste in mostra: (Fotografia)
Maria Francesca Bottari, Diego Cuneo, Pierclaudio Duranti, Riccardo Gazzarri, Luca Guerri, Gianfranco Lunardo, Stefano Marcovaldi, Vincenzo Marzocchini, Mauro Nori, Roberto Pileri, Stefano Rapino, Marco Scataglini, Gloria Vatteroni; (Embroidery Art):
Luciana Aironi, Silvia Beccaria, Manuela Bieri, Susanna Cati, Meri Ciuchi, Cenzo Cocca, Carla Crosio, Rosita D’Agrosa, Magdalena Fermina, Grazia Gallo, Grazia Inserillo, Ilaria Margutti, Sonia Izn Piscicelli, Giulia Santambrogio. Catalogo edito da Al3Vie Editore.
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PROGETTI SPECIALI E CIRCUITO OFF
Il percorso espositivo prosegue con la mostra collettiva di fotografia stenopeica dei fotografi dell’
Associazione SATOR, allestita presso la propria sede di Narni (via Mazzini).
Negli gli spazi del Complesso ex Brefotrofio del Beata Lucia in Piazza Galeotto Marzio sarà invece visitabile la mostra del
CIRCUITO OFF con circa cinquanta opere stenopeiche selezionate attraverso un bando internazionale.
Il
Centro Visite del Parco delle Gole del Nera di Stifone ospita infine
Sacralità delle Acque, un progetto di
Gianfranco Lunardo. La mostra presenta sedici fotografie stenopeiche che propongono un’esperienza di visione lenta e contemplativa, in consapevole contrasto con la frenesia visiva contemporanea. Attraverso lunghe esposizioni e l’assenza dell’obiettivo, Lunardo trasforma il paesaggio acquatico in metafora del divenire: tempo, materia ed energia convergono in un’unica trama percettiva. L’acqua è intesa qui come principio generativo e simbolico, soglia tra visibile e invisibile, frammento e totalità. La pratica stenopeica assume così la dimensione di gesto meditativo e conoscitivo, restituendo all’immagine una qualità rituale ed esperienziale.
· INCONTRI E WORKSHOP
Sabato 28 marzo nella Sala Bravi del Complesso ex Brefotrofio del Beata Lucia in programma un incontro con gli/le artisti/e e i/le fotografi/e di “Un tempo altro – Estetica della lentezza” in dialogo con la curatrice Barbara Pavan (ore 15:30) e a seguire “La fotografia stenopeica ed altre tecniche antiche” conferenza di Massimo Marchini (ore 16:30); conclude il pomeriggio il talk con Massimo Stefanutti, “Uno stenopeico contemporaneo” (ore17:30).
Domenica 29 marzo, alla Sala Digipass di Palazzo dei Priori, gli appuntamenti si apriranno con la conferenza di Vincenzo Marzocchini dal titolo “La fotografia stenopeica di MarVin” (ore15:30) a cui farà seguito la presentazione del progetto fotografico/poetico “Nessuno s’è fermato qui” di Ivan Piano (ore 16:30) e si concluderanno con “Catturare il tempo”, conferenza di Marco Scataglini sulla tecnica stenopeica nei progetti fotografici (ore 17:30)
Sabato 4 e domenica 5 aprile 2026, tra Narni e Stifone, si terrà un Workshop di Fotografia Stenopeica, condotto da Gianfranco Lunardo (informazioni ed iscrizioni sul sito www.narnimmaginaria.it) occasione formativa e laboratoriale aperta ad appassionati e professionisti interessati ad approfondire aspetti tecnici e concettuali della pratica stenopeica.
Con questa prima edizione stenopeica, NARNIMMAGINARIA consolida il proprio ruolo di piattaforma di ricerca dedicata alla fotografia contemporanea e alle sue diverse tecniche e declinazioni, proponendo un’esperienza immersiva capace di attraversare linguaggi e sensibilità differenti nel contesto storico e paesaggistico di Narni e del suo territorio.
Web:
www.narnimmaginaria.it